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Il Metodo Analogico propone un avvicinamento alla lettura, alle storie, ai numeri, al contare, con materiali e strumenti in cui l’esperienza del fare diventa base per uno sviluppo del pensiero, senza troppi passaggi che ingabbiano l’intelligenza di bambini e bambine, ma anche senza forzature rispetto a quelli che saranno i programmi della scuola primaria. Una prospettiva piena di fiducia nelle capacità intuitive di bambine e bambini che vengono sperimentate direttamente da loro stessi secondo l’imparare facendo, in cui riflettono e spiegano quello che fanno, si sentono coinvolti e motivati perché diventano protagonisti del proprio apprendimento. La proposta formativa si prefigge di fornire agli insegnanti una base teorica per orientarsi nei principi e nella metodologia che guidano il docente nell’utilizzo dell’approccio analogico, lungo una strada di chiarezza e di efficacia, sperimentata con successo in decenni di utilizzo sul campo da centinaia di insegnanti della scuola dell’infanzia.

A che età si può parlare di bullismo? Il webinar partendo dalle definizioni condivise ripercorre le tappe di sviluppo del fenomeno. Focalizzandosi sul metodo narrativo ipotizza alcune risposte e sperimentazioni di contrasto. Vengono inoltre forniti alle insegnanti metodi e strumenti per costruire progettazioni e sperimentazioni, sul bullismo in particolare, sul tema della prevenzione in generale nell'ottica di valorizzare e ascoltare le potenzialità, volano di una crescita serena e appagante.

Si scrive con tutto il corpo. Solo avendo chiara questa affermazione possiamo comprendere come la maturazione del gesto grafico del bambino va considerata all’interno dello sviluppo della psicomotricità globale. E’ infatti tutto il corpo che partecipa all’attività grafica ed ecco perché, fin dai primi anni di vita, siamo invitati a stimolare e potenziare al meglio le capacità percettive, manipolative e motorie del bambino. Nel webinar saranno proposti esercizi, tecniche, giochi, strumenti operativi e grafici e attività pratiche per predisporre un percorso che permetta al bambino di sviluppare quei prerequisiti cognitivi e strumentali che stanno alla base del processo scrittorio. Sarà possibile sperimentare durante l’incontro queste attività.


in questo webinar gli insegnanti saranno introdotti alla definizione di disprassia e verrà dato ampio spazio ai campanelli d’allarme da cogliere nel bambino in età pre scolare e scolare. Sarà evidenziata inoltre la correlazione tra disprassia e disgrafia e le difficoltà che interferiscono con l’apprendimento scolastico. Nell’ultima parte del webinar la formatrice illustrerà numerose attività, proposte ludiche e strategie da poter mettere in atto con il bambino con disprassia e verrà dato spazio ad eventuali domande e condivisioni.

Tagliare, incidere, ferire la pelle, gambe e braccia con lamette, coltelli affilati, temperini, punte di vetro, lattine usate: è il cutting, una forma di autolesionismo che comincia a diventare un fenomeno corposo in Italia tra i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni. Per alcuni ragazzi e ragazze è un modo per controllare e interrompere, in modo indiretto, un dolore mentale troppo forte, un’angoscia troppo intensa e insostenibile. Nel Webinar un esperto della Cooperativa Minotauro di Milano aiuterà docenti ed educatori ad inquadrare il fenomeno e fornirà strumenti concreti affinchè in classe o nei luoghi informali di incontro si possa comprendere eventuali indicatori dell’esistenza di comportamenti di cutting e verranno date preziose indicazioni su come relazionarsi con gli adolescenti che ci mostrano la loro fragilità attraverso questi segni visibili.


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I bambini con comportamenti oppositivi o provocatori per gli insegnanti ed educatori sono i più difficili da trattare e con cui rapportarsi, dovendo gestire l’emotività non solo del bambino ma anche propria, come ottenere però dei progressi?
Difficile? Parecchio e con molta frustrazione associata!
Importante è conoscere i diversi fattori che concorrono a determinare tali manifestazioni nei bambini. Il bambino non si comporta così intenzionalmente, ciò però non vuol dire che i problemi del minore siano non modificabili o incontrollabili.
Nel corso del webinar i partecipanti capiranno le diverse eziologie di tali manifestazioni, eventuali comorbilità e le adeguate strategie funzionali alla costruzione di un rapporto positivo con il bambino (ad esempio come privilegiare i premi alle punizioni). Le linee guida date saranno correlate di esempi pratici e spendibili, andando a lavorare eventualmente anche su casi riportati dai partecipanti.


La figura dell’insegnante, dalla scuola dell’ infanzia all’università, rientra all’interno del gruppo di “professionisti vocali”, ovvero quelle persone che fanno della propria voce un vero e proprio strumento necessario e fondamentale per il proprio lavoro. A causa dell’uso continuativo e prolungato della propria voce, nonché di alcune condizioni ambientali, la categoria degli insegnanti è identificata come una delle professioni più a rischio per incidenza di disturbi e patologie vocali. Il corso si propone di illustrare brevemente elementi di anatomo-fisiologia della produzione fonatoria, nonché quelle che possono essere le principali patologie a carico della voce. Verrà inoltre spiegato come riconoscere tali problematiche, e, soprattutto, quali norme di igiene vocale attuare nella propria pratica quotidiana per la prevenzione e la gestione delle stesse. Verranno infine forniti elementi su cosa fare e a chi rivolgersi in caso di problemi persistenti.


Ogni maestra sa che in ogni classe ci sono bambini che fanno domande di natura sessuale, che a volte provano a "giocare al dottore" e che, nei momenti in cui si annoiano o non riescono a stare connessi con ciò che succede in classe, toccano il proprio corpo ripetutamente. Si tratta di comportamenti automatici con cui il bambino cerca di rimanere in contatto con se stesso e di produrre auto conforto, in un momento in cui si “dissocia” da ciò che sta avvenendo intorno a lui.     Spesso gli adulti di fronte a bambini che si toccano i genitali lanciano messaggi molto terrorizzanti che spaventano il bambino e lo fanno sentire “sbagliato e in colpa”.    E' fondamentale pertanto fornire ad educatori e insegnanti strumenti di lettura e indicazioni pratiche per vivere serenamente questa tematica così preziosa, così delicata. Questo webinar sarà pertanto una serata per parlare e confrontarci sull' educazione psico-affettiva relativa al tema della sessualità.


I bambini provano emozioni, come gli adulti. Più esattamente, i bambini
provano tutte le emozioni che sentono anche gli adulti e per gli stessi motivi.
Tuttavia, forse per questioni culturali, i grandi a volte si sentono impotenti
davanti alla rabbia del bambino, altre volte ne rimangono sorpresi o
reagiscono con intransigenza. La verità è che non ci sono emozioni più
legittime di altre ma solo emozioni da vivere e da ascoltare perché tutte le
emozioni sono una forma di comunicazione. Cosa vorranno dirci i piccoli
Hulk che crescono? Quali strategie per la gestione di questa emozione?
Come saperli ascoltare davvero?

Capita frequentemente di assistere a situazioni in cui i bambini entrano in conflitto. Spesso utilizzano le mani, i calci, le spinte per “comunicare”. Un tale atteggiamento invita l’altro a riproporre lo stesso codice, generando baruffe e tensioni in escalation. ll corpo ha il sopravvento e il conflitto, unicamente agito, rimane muto. Gli adulti possono trovarsi in difficoltà nell’accogliere e gestire la situazione di contrasto oppure possono percepire il conflitto come pericoloso o irritante. Il Metodo “Dillo con la Voce” proposto e utilizzato nelle situazioni di conflitto permette al bambino, non solo di riconoscere i propri pensieri e sentimenti, ma anche di mettersi nei panni dell’altro affinchè la tensione fisica possa lasciare spazio al fluire delle le parole emotive. Il bambino entra così in possesso di un metodo, un mezzo, per la gestione funzionale del conflitto, che porta in sé una grande opportunità: due posizioni diverse possono incontrarsi, condividere i rispettivi pensieri e stati d’animo e elaborare insieme la via della riappacificazione…


in questo breve percorso saranno illustrate le caratteristiche, i punti di forza e di debolezza e gli stili di apprendimento del bambino con Plus dotazione. Il nostro sistema scolastico, basato su una didattica prettamente sequenziale, risulta a volte “stretto” per le menti divergenti dei bambini “gifted ” E’ fondamentale dunque formare i docenti e dare alla scuola la possibilità di dedicare a questi studenti le attenzioni e gli accorgimenti necessari. Ai partecipanti verranno pertanto illustrate le strategie didattiche inclusive affinchè l’alto potenziale sia visto come risorsa nel contesto classe. Verranno mostrati inoltre gli strumenti di sviluppo e coinvolgimento nei diversi cicli scolastici per evitare il rischio della disaffezione e dell’abbandono scolastico. Nell’ultima parte si illustreranno le modalità per la stesura del PDP e per l’implementazione delle strategie di supporto. Ad uso degli insegnanti verrà fornito lo “Screening for Identifying Gifted and Talent Children” di Somers, Frank e Neubauer standardizzato dall’Università di Messina.


Un ritardo nella comparsa del linguaggio o un disturbo a carico della sfera linguistica è una problematica più comune di quanto si pensi. Gli studi più recenti identificano come circa il 7% dei bambini presenti una qualche forma di difficoltà nel linguaggio in età prescolare. La letteratura scientifica concorda pienamente nell’affermare l’importanza fondamentale di un’identificazione e presa in carico precoce di questo tipo di problematica. Ma come fare ad identificare in modo chiaro questo tipo di fatica? Come capire se il linguaggio è solo “in ritardo”, “un po' immaturo” o si è effettivamente in presenza di un disturbo? Quali strumenti si possono utilizzare per sostenere e stimolare lo sviluppo linguistico in ambito scolastico e/o domestico? Il webinar fornirà agli insegnanti strumenti utili e concreti per sostenere lo sviluppo delle abilità linguistiche.


Hikikomori, è un termine giapponese coniato alla fine degli anni ’90 dal dottor Tamaki Saitò, che significa ritiro volontario o auto-reclusione. Un ragazzo Hikikomori non esprime a parole il proprio malessere, si ritira dal mondo vergognandosi di sé stesso non ammettendo l’esistenza di un problema fra sé e la società. Obiettivo del corso è educare gli insegnanti ed educatori ad un nuovo modo di stare davanti alla libertà del ragazzo con ritiro sociale per favorirne un ritorno ad un rapporto pieno con la realtà. E’ fondamentale infatti rendere consapevole il ragazzo dei propri sentimenti, educandolo a condividerli con genitori, insegnanti o con gli amici cercando di rafforzare l’interesse e la curiosità del ragazzo verso il mondo esterno che lo circonda. Verrà dato ampio spazio all’importanza di reinserire nei diversi contesti sociali il ragazzo quali la famiglia, la scuola, gli amici, gli interessi, lo sport favorendo il ripristino di vecchie relazioni e la creazione di nuove al fine di portare i ragazzi Hikikomori ad un contatto totale con la realtà.

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I bambini con autismo o con disabilità intellettiva sono inclini a interpretare, comprendere e memorizzare meglio le figure piuttosto che i suggerimenti verbali così come l’organizzazione dello spazio fisico facilita l’attenzione del bambino e favorisce l’interazione. L’obiettivo del webinar è dunque formare le insegnanti all’utilizzo di strategie comunicative alternative come l’agenda iconica che potrà essere facilmente costruita e utilizzata nel contesto scolastico e familiare. Verrà dato spazio anche all’uso della tecnica della Token Economy (un sistema di rinforzo positivo basato sul monitoraggio del comportamento che si intende modificare) per allievi con comportamenti problema faticosi da gestire all’interno del gruppo classe. Nel webinar verrà anche suggerito in modo chiaro come strutturare lo spazio/ambiente per favorire il benessere dell’alunno con autismo o altre fragilità.

Gli Albi illustrati e i libri senza parole (silent books) sono preziosi strumenti educativi e canali comunicativi previlegiati. Durante il webinar verrà spiegato agli insegnanti e agli educatori come selezionare, come leggere e come riconoscere l’importante contributo interpretativo delle storie, nella consapevolezza che un buon Silent Book e un buon Albo illustrato aprono la strada a buoni lettori. Nel corso della serata verrà inoltre mostrata una ampia selezione dei migliori Silent Books e Albi illustrati a partire da quelli ormai diventati dei veri e propri classici alle più recenti pubblicazioni. A tutti i partecipanti verrà fornita una bibliografia completa e integrata.


Perché i bambini piccoli mordono e graffiano? Cosa fare di fronte a questi comportamenti? Come gestire la comunicazione alle famiglie? Queste domande interrogano e spesso preoccupano gli educatori e gli insegnanti dei servizi educativi. Il webinar fornirà riflessioni e strumenti utili per comprendere la natura di questi comportamenti, insieme a strategie di intervento e indicazioni concrete per gestire al meglio la comunicazione con le famiglie. Sarà possibile confrontarsi partendo da esempi concreti che i partecipanti possono fornire.

Nell’esperienza di vita di classe possiamo incontrare la morte o la sofferenza. Un bambino gravemente malato che viene a mancare. La perdita di un genitore o a rischio di vita e quanto di altro può accadere di doloroso nei giorni della vita. Di fronte agli eventi tragici o d’impatto così forte, la comunità e gli insegnanti si interrogano, così come tutte le figure e le agenzie educative attorno alla scuola. Ma cosa dobbiamo dire ai bambini? Come possiamo spiegargli la morte e la sofferenza? Cosa dire? E chi deve dire che cosa? Si è nella difficoltà e nel timore di come affrontare l’evento, nel non saper cosa dire o nell’interrogativo su come accompagnare al meglio il bambino e l’intera classe ed eventualmente le famiglie. Questo percorso desidera aprire un tema spesso taciuto e che disorienta e spesso coglie impreparati. Ci si accompagnerà in un cammino di tre appuntamenti, in gruppo a numero chiuso.

Attraverso “le storie sociali” possiamo scoprire una modalità narrativa (storytelling o/e digital storytelling) che, attraverso brevi racconti, supporta e abilita alla socialità, definisce contesti e situazioni, “rappresenta” i concetti e le regole di comportamento. La finalità educativa delle storie sociali che verrà illustrata nel webinar intercetta le problematiche delle persone con disturbo dello spettro autistico e più in generale di coloro che presentano problemi comportamentali. Per rendere meglio efficace gli interventi educativi atti alla prosocialità lo strumento delle storie sociali è una ottima modalità soprattutto se co-costruita con educatori genitori e bambini.

La relazione con la persona anziana affetta da demenza è spesso complicata: in alcune situazioni è difficile comprendere i comportamenti di chi mostra fragilità cognitiva. Attraverso il metodo Validation è possibile scoprire una nuova modalità per entrare nella relazione con “l’altro”: l’inter-azione è basata sul sentire emotivo. Le emozioni infatti, nonostante la malattia neurodegenerativa, restano. Durante la masterclass del metodo Validation verranno insegnate alcune modalità che possono aiutare nel quotidiano a comprendere meglio il mondo e i bisogni delle persone con demenza. L’incontro verrà condotto con un taglio concreto e pratico per sostenere operatori e caregivers in una relazione efficace.

La gentilezza rappresenta uno degli strumenti privilegiati per accostare il delicato e sensibile mondo degli affetti soprattutto in quelle persone la cui architettura cognitiva gradualmente si disgrega, in cui la fragilità prende il sopravvento, ma dove l’affettività anche quella più istintiva rimane fino alla fine.
La comunicazione gentile è pertanto quella che conosce, utilizza e discerne i sentimenti attraverso il gesto, il contatto visivo, lo sguardo, il contatto fisico, il tono della voce, il sorriso.
Fondamentale per l’operatore riscoprire e riappropriarsi della comprensione e dell’ascolto come strumenti privilegiati di relazione e di cura attenta. Il tutto tenendo conto che ogni singola persona è unica e irripetibile, assimilabile ad altre per alcune caratteristiche, ma che richiede una propria “lettura” personale e speciale.


La sfera della sessualità spesso viene taciuta o negata con l’ingresso nella terza età, pur continuando ad essere parte fondamentale per il benessere psicofisico delle persone. Il webinar si propone di inquadrare e definire l’evoluzione ed i cambiamenti della sfera sessuale, oltre a individuare le necessità delle persone anziane rispetto a quest’area, sia durante il processo di invecchiamento non patologico, sia durante lo sviluppo di patologia degenerativa del cervello. Tra i comportamenti, per esempio, della sindrome di Alzheimer, vi sono profferte sessuali, denudamento, masturbazione compulsiva in situazioni pubbliche. Tali comportamenti, pur comprensibili sul piano razionale, pongono operatori e familiari in stato di forte imbarazzo e difficoltà. Imparare a gestire la propria reattività può permettere di affrontare con maggior serenità ogni aspetto dell’assistenza.


La terapia della Bambola è una terapia non farmacologica innovativa che favorisce il benessere delle persone con problematiche quali la demenza senile, la malattia di Alzheimer e alcune patologie psichiatriche gravi caratterizzate da disturbi del comportamento. Alcuni benefici dall’applicazione di questa terapia sono: la modulazione degli stati di ansia e di agitazione e delle loro manifestazioni con agiti aggressivi, insonnia, wondering. Si è notato come la terapia della Bambola diminuisca infatti in modo significativo l’assunzione di sedativi riducendo anche le condizioni di apatia e disinteresse. Gli operatori che la applicano riferiscono come la Terapia della Bambola favorisca anche una risposta significativa ai bisogni emotivi relazionali sempre presenti. Durante il percorso verranno anche illustrate altre terapie non farmacologiche come il Metodo Montessori applicato agli anziani, la Terapia del Treno e la Snoezelen Room, una stanza multisensoriale ad alto potere stimolante.


Il webinar si basa sulla comprensione del metodo Validation che è una forma di comunicazione, uno strumento, un atteggiamento basato sul contatto empatico, a favore dell’anziano confuso e disorientato affetto da demenza. L’obiettivo del metodo è quello di supportare i caregiver e di permettere all’anziano di esprimere sé stesso, indipendentemente dal contenuto cognitivo ma ci si focalizza maggiormente su ciò che la persona esprime dal punto di vista emotivo. Nel webinar gli operatori saranno dunque guidati a comprendere le emozioni provate dall'anziano affetto da demenza e a comprendere l’importanza dell’accogliere le emozioni Interiorizzando la differenza tra atteggiamento validante e altre modalità relazionali (bugia terapeutica, diversione, ROT)


Il “gruppo di lavoro” rappresenta nei contesti sanitari la risorsa principale al fine di poter svolgere la funzione di cura. Il benessere o il malessere del gruppo di lavoro si riflette sulla capacità del gruppo stesso di assolvere alla funzione terapeutica. Il gruppo però è anche spesso e fisiologicamente momento e motivo di conflitto che, se affrontato in modo costruttivo, favorisce la crescita della funzione di cura o diversamente diviene ostacolo alla stessa. L’equipe è anche il luogo del confronto e della condivisione necessari alla presa in carico e al farsi carico della sofferenza ed è per questo che “curare” chi cura è un dovere istituzionale al fine di garantire un contesto lavorativo sereno e arricchente. Lavorare sull’equipe significa lavorare su due fronti: il benessere di chi lavora come operatore sanitario (prevenzione del burnout) e il benessere di chi è assistito. Affronteremo alcune situazioni di conflitto attraverso delle “vignette cliniche” al fine di lavorare su esempi di dinamiche presenti nei contesti lavorativi.

L’approccio GentleCare è stato ideato dalla terapista canadese Moyra Jones e nasce dalla sua diretta esperienza con il padre affetto da Alzheimer. È un approccio semplice e facilmente realizzabile che permette alle persone di condurre una vita confortevole e al tempo stesso valorizza i caregivers e li aiuta nel percorso della malattia. Attualmente è uno dei metodi più efficaci nell’assistenza agli anziani con Demenza e viene definito “protesico” poiché ha l’obiettivo di sostenere e supportare l’anziano e le sue capacità residue, riducendo il più possibile l’impatto delle difficoltà cognitive, dello stress e del dolore. Il seminario della durata di 3 ore coinvolge docenti esperti e ha come finalità la definizione dei punti cardine per l’applicazione operativa del Metodo Gentle Care. Verranno illustrati i vantaggi che derivano nell’ applicazione dei tre elementi della protesi Gentle Care: spazio, persone, programmi.    .

Questo webinar è dedicato alle donne in occasione della loro festa e si pone l’obiettivo di fornire loro gli strumenti e le strategie per riuscire a conciliare efficacemente vita-lavoro senza ansia, frustrazione e sensi di colpa. Pensiamo ad esempio alle educatrici e alle insegnanti, che si trovano a gestire efficacemente una classe di 25 bambini e che si domandano come fare poi nella vita quotidiana a gestire e ad integrare tutte le cose da fare: dagli impegni dei loro figli, alle attività della casa fino alle attività personali .Il corso sarà dunque molto pratico, ponendo il focus sui seguenti temi: riconoscere gli obiettivi personali e gli obiettivi di carriera; strategie di time management; pianificazione e definizione di abitudini e routine; tecniche di comunicazione assertiva e gestione delle proprie emozioni; l’arte di delegare, collaborare e cooperare.

La dimensione spirituale come lievito e nutrimento per la mente.